| Chiesa Madre |
Intitola a San Luca Abate, fu edificata nel 1050 ad opera dell’Abate del Monastero che si chiamava Biase. Sorta ad una sola navata, sono state aggiunte successivamentequelle laterali e , nel 1607, il Cardinal Santoro fece erigere il campanile. Nel corso dei secoli si sono avuti numerosi interventiche ne hanno modificato la struttura e le decorazioni originarie. L’ultimo di questi interventi si è avuto intorno agli anni ’30 del secolo appena trascorso. Il Parroco, Mons. Arena, fece costruire, addossato al prospetto principale della chiesa, un imponente colonnato e successivamente fece edificare una struttura, adibita successivamente a scuola materna, che aveva inglobato gran parte del campanile. La chiesa attualmente è chiusa per lavori di restauro a cura della Sovrintendenza ai beni culturali della Basilicata. Con questo intervento si è ritenuto riportare l’intero impianto a come doveva essere nel 1600, prima che fosse stravolta l’architettura del tempio. E’ stato rimosso, quindi, il colonnato sopra citato e sarà liberato, con la demolizione della struttura addossata, il campanile con il ripristino quindi dell’abside della chiesa. La chiesa ha tre navate, un soffitto a cassettoni in legno decorato, con al centro un grande dipinto raffigurante il ratto di Elia. Anche al centro del soffitto delle navate laterali si possono ammirare due tele raffiguranti San Basilio e San Luca Abate con altri Santi basiliani. Preziose pure due acquasantiere, in pietra lavorata, del XVI secolo, statue lignee di S.Luca Abate, San Gerardo di Potenza, S. Maria Egiziaca, l’Immacolata. Pregevole è la pala di legno posta sopra l’altare maggiore. Si conservano, ancora, in busto d’argentoche racchiude la testa di S. Giovanni elemosiniere, Patriarca di Alessandria d’Egitto,i resti di Santa Maria Egiziaca e circa 50 reliquie di Santi, compresa quella del Sacro Legno della Croce di Cristo. E’ possibile ammirare anche numerose teledei secoli XVII e XVIII di pregevole fattura raffiguranti S. Basilio, San Giovanni Crisostomo, San Nilo il giovine e altreche furono trasportate in chiesa dopo la soppressione del Monastero di S. Elia. |